"the problems we all live with" di norman rockwell

giovedì 6 ottobre 2011

THINK DIFFERENT

«Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro.
Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri.
E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore.
E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione.
In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare.
Tutto il resto è secondario»

mercoledì 5 ottobre 2011

AMANDA E DINTORNI

"Silvio come Amanda" ...perseguitati ?
E chi paga per i quattro anni di carcere sofferti da Amanda e Raffaele ?
Non ho letto gli atti del processo e nemmeno la sentenza di primo grado, come il 99,9 % di coloro che si stanno esercitando in acrobatici e sferzanti commenti in un senso o nell'altro.
Tuttavia, al di là del merito di questa singola (e singolare) vicenda, vi propongo qualche riflessione generale sulla giustizia italiana :


Primo : se non si ritenesse possibile un ipotetico errore da parte di chi giudica in primo grado sarebbe inutile che esistessero Appello e Cassazione, il cui ruolo fisiologico è proprio controllare e vagliare le decisioni così da tentare di avvicinare il più possibile la verità processuale a quella storica. Assolvere in Appello, in generale, non è un segnale della patologia del sistema, ma semmai un indizio del suo funzionamento effettivo e delle garanzie del sistema. Se nessuno venisse mai assolto dopo una condanna in primo grado dovremmo ipotizzare o che i giudici di primo grado sono infallibili (e non lo è nessuno, nemmeno quelli di secondo...) oppure che in realtà l'Appello si risolve in un falso e vuoto controllo che mette un timbro sulla decisione già presa.


Secondo : che tristezza strumentalizzare questa vicenda per attaccare i pubblici ministeri (la prima pagina di Libero di oggi lascia senza parole)... qualcuno dovrebbe ricordare a chi si scaglia contro i PM che
- c'è ancora la Cassazione che deve stabilire se la decisione dei giudici di secondo grado è corretta
- in questo caso l'eventuale responsabilità di un giudizio errato sarebbe condivisa anche e soprattutto dai giudici della Corte d'Assise, che è composta da due magistrati e da cinque cittadini "non togati"... e quindi come la mettiamo ? 
- il giudizio processuale è un'operazione spesso difficile e quindi non è affatto impossibile o raro che due professionisti in buona fede che conoscono le carte possano pervenire a risultati almeno parzialmente diversi , tanto più che per l'assoluzione non è necessaria la sicurezza dell'innocenza ma il ragionevole dubbio che non sia del tutto provata la colpevolezza (non si tratta di due opposti...)
In altre parole : l'assoluzione in secondo grado non è necessariamente il segnale di gravi errori commessi in primo grado, ma più laicamente l'esito di un ulteriore ripensamento e approfondimento delle carte processuali e delle eccezioni giuridiche; certamente il cambio di decisione non deve essere l'ordinario, ma non per questo è sempre patologico.


Terzo : il vero scandalo è, eventualmente, la durata del processo e conseguentemente dell custodia cautelare. 
Diciamolo chiaro : o si rinuncia sempre a mettere le persone in carcere prima della decisione definitiva (lasciando liberi di fuggire o reiterare reati anche imputati di gravissimi reati come omicidio, mafia, estorsioni, violenze sessuali...), oppure si deve prendere in considerazione la possibilità (rara ma sussistente) che un detenuto venga poi assolto (magari per insufficienza di prove). La vera soluzione è garantire almeno un processo il più rapido possibile. In questo caso si trattava di procedimento molto complesso e inevitabilmente lungo ma se si evitasse di fare troppi processi inutili e si semplificassero alcuni passaggi potremmo comunque ridurre l'attesa di una decisione definitiva.


Quarto e ultimo : dovremmo essere preoccupati dalla sovraesposizione di queste vicende di cronaca... Tutte queste luci e attenzioni morbose non aiutano noi a comprendere quello che accade in maniera equilibrata e sicuramente non giovano alla serenità di chi deve occuparsi del processo.


...ma purtroppo tutto in queste paese è occasione di audience e di polemica strumentale, mentre il rispetto delle persone (imputati e vittime) e delle istituzioni è dimenticato e umiliato.

venerdì 16 settembre 2011

REALTA' SURREALE

Ho sempre più paura di non accorgermi più di quanto sia irreale la realtà di questo Paese...
Siamo noi la terra dove tutto è possibile, ma secondo una formula deforme e ridicola del sogno americano

Quale di queste notizie elencate con la solita verve da Michele Serra è sicuramente falsa ?
E qual è invece la più incredibile...pur essendo vera ?

Quello che è falso o impossibile oggi, potrebbe diventare vero e reale domani.

Mi ricordo un procuratore svedese che, dopo avermi fatto alcune domande sulla situazione dell'Italia, mi\si chiedeva se la Svezia era più avanti (in quanto più civile) o se eravamo noi italiani, purtroppo, ad essere avanti e a rappresentare il triste e decadente approdo di questa società consumistica e dell'apparenza.

L'AMACA di Michele Serra
La Repubblica - 16 settembre 2011
Il domestico peruviano di Lavitola, Rafael Chavez detto "Giuanin", passava personalmente da Palazzo Grazioli, dimora privata del nostro capo del governo, a ritirare buste piene di contanti. Il nostro capo del governo è fidanzato con una ventenne montenegrina che quando ha gli attacchi di gelosia si lancia per le scale ruzzolando. La modella colombiana Debbie Castaneda, dell´entourage del nostro capo del governo, è stata nominata consulente di Finmeccanica. Valter Lavitola è socialista e dirige l´Avanti! La contorsionista egiziana Yamila è stata inviata in dono dal nostro capo del governo al sultano dell´Oman dentro un baule damascato. Il Senato della Repubblica, confermando un precedente pronunciamento della Camera, ha votato a maggioranza un documento nel quale si sostiene che il nostro capo del governo, quando ha telefonato alla Questura di Milano, era preoccupato per le sorti della nipote di Mubarak. Il nostro capo del governo per fare alcune telefonate ha utilizzato una scheda telefonica intestata al cittadino peruviano Ceron Caceres. Il nostro capo del governo, in una conversazione privata, ha definito il cancelliere Merkel "una culona intrombabile". Il premier turco Erdogan rifiuta di incontrare il nostro capo del governo perché è turbato dal suo comportamento privato.
Una sola di queste notizie è sicuramente falsa. Sapreste dire quale?


mercoledì 14 settembre 2011

La lezione di Bonatti


E' morto Walter Bonatti. 
Resta la sua lezione :

"La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola inclubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano. Se io dunque traspongo questi principi nel mondo degli uomimi, mi troverò immediatamente considerato un fesso e comunque verrò punito, perchè non ho dato gomitate ma le ho soltanto ricevute. E' davvero difficile conciliare queste diversità. Da qui l'importanza di fortificare l'animo, di scegliere che cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l'altra. Naturalmente il prezzo da pagare per rimanere fedele a questo ordine che ci si è dati è altissimo."

...e se oltre a diminuire il numero dei parlamentari li mandassimo anche a fare un pò di sano escursionismo... ? vedi mai che...


sabato 10 settembre 2011

poveri evasori !

Il Governo cerca di rilanciare la lotta all’evasione e si lancia anche in un minaccioso monito: In carcere chi evade oltre 3 milioni di euro! E chi ne evade 2 milioni e 999mila? Una tirata d’orecchie? Una candidatura alle regionali? Battute a parte, ci sono molte ragioni di irrazionalità e perplessità in questa questione della lotta all’evasione, uno dei grandi colossali scandali di questo Paese a cui sembriamo ormai abituati.

1) Quale credibilità può avere una lotta all’evasione lanciata da parte di chi ha un passato poco limpido (il nostro presidente del Consiglio, tra le altre cose, si è avvalso della facoltà di non rispondere quando i pm antimafia nelle indagini su Dell’Utri gli chiedevano da dove provenissero i contanti confluiti nelle casse delle sue imprese)?

2) La repressione non basta se prima non si ricostruisce un minimo di rispetto e condivisione per i servizi pubblici (e per il lavoratore pubblico); e invece veniamo da anni di dichiarazioni irresponsabili che giustificavano o strizzavano l’occhio agli evasori; e di insulti a chi lavora nel pubblico (fannullone a prescindere).

3) Il carcere non è di per sé una soluzione, serve solo come slogan. Il punto è la lotta preventiva e poi dare strumenti forti per recuperare il denaro sottratto alla comunità, magari subordinando l’estinzione del reato alla restituzione del maltolto con gli interessi (una sorta di cauzione nei reati economici, per intenderci).

4) Perché questa lotta all’evasione pare essere lanciata solo in fase di ritocco della manovra bis estiva (già frutto di pressioni forti europee)? Non dovrebbe essere normale e urgente e dovuto che vi sia una tolleranza zero per l’evasione?

5) La vera svolta in Italia consisterebbe nel far emergere anche i “piccoli” evasori (quelli che evadono solo 2 milioni e 999mila euro, poveracci, in qualche modo devono pur campare!): perché non si osa provare a introdurre il principio della detraibilità? Oggi si risparmia se non si chiede la fattura, domani si risparmierebbe solo chiedendola! Cosa spaventa di questa rivoluzione dei rapporti?

6) Da pubblico ministero, mi capita di mandare in direttissima (ad esempio) molti extra-comunitari per furto aggravato magari di beni per poche centinaia di euro: la possibilità che facciano del carcere è molto alta, anche perché spesso non hanno possibilità di offrire luoghi di detenzione domiciliare affidabili. Ma sono più ladri loro o dei cittadini italici che evadono 2 milioni di euro e che poi mandano i loro figli a studiare nelle scuole e a curarsi negli ospedali pagati dalle mie tasse? Io credo che questo avvenga perché siamo così gonfi di pregiudizi che ci sembrano più brutti e cattivi i primi per il loro aspetto e non sappiamo guardare oltre la persona, vedendo il fatto per quel che è oggettivamente!

7) Una lotta all’evasione seria a tutti i livelli dovrebbe passare anche attraverso il ripristino effettivo del reato di falso in bilancio (dove possono nascondersi fondi neri, tangenti, soldi evasi) e soprattutto abolendo in costituzione la possibilità di ricorrere a condoni, che premiano chi evade facendosi beffa di chi rispetta le regole.

E, last but not least, perché non esportare un principio che si utilizza solo coi mafiosi: se non dimostri la liceità della provenienza dei tuoi beni, questi vengono sequestrati. D’altronde se guadagno o eredito posso dimostrarlo, no? O a tutti voi capita di ricevere case e bonifici a vostra insaputa di cui non sapreste dare spiegazione? A me no, sarò antipatico?

Processo Lungo, la soluzione finale

Più di mille parole, due esempi (assai concreti…):

1) Pensate a un processo nel quale si debba discutere della presenza o meno di una persona a un matrimonio con 200 invitati (magari come elemento di prova del rapporto di amicizia tra imputato e soggetto mafioso): fino ad oggi, una volta sentiti 3, 4 o 5 testimoni (i piú importanti e attendibili) e raggiunto un convincimento, il giudice poteva revocare la citazione di ulteriori testi in quanto superflui. Domani, grazie al processo lungo, il difensore potrebbe obbligare il giudice a sentirsi tutti e duecento testimoni (con relativi immani tempi e costi anche per la citazione);

2) Ipotizziamo, tanto per dire, che Tizio sia stato definitivamente condannato per aver dato falsa testimonianza; oggi accade che si stia processando il correo Caio (magari perché una norma poi dichiarata incostituzionale aveva bloccato il procedimento contro di lui) per stabilire se abbia pagato Tizio per dire il falso. Finora il giudice non sarebbe partito da zero: la sentenza definitiva contro Tizio viene acquisita e il processo potrà concentrarsi sugli elementi di prova che riguardano la responsabilitá di Caio. Domani, grazie al processo lungo, si dovrà rifare tutto il processo, ripetendo le prove relative anche alla falsa testimonianza, non potendosi più usare la sentenza definitiva.

Buonanotte al processo in tempi brevi.
Buonanotte al principio di ragionevolezza e al processo giusto.
Buonanotte alla fiducia del sistema negli accertamenti processuali.
Buonanotte ai pochi che ancora patteggiano e fanno gli abbreviati (evitando il collasso della giustizia penale): domani tutti a processo perché tanto le speranze di vederlo prescriversi si alzano iperbolicamente (ergo, collasso della giustizia!)

Buongiorno a processi infiniti, interminabili, sicuramente prescritti.
Buongiorno a nuovi impuniti.
Buongiorno ai furbetti e a chi si può pagare avvocati per infiniti e vincenti processi.

Se il processo lungo divenisse legge, la giustizia penale non sarebbe più degna di questo nome. Aggiungete a questo la prescrizione breve già in vigore (e quella brevissima ancora in discussione). Lascia senza parole il solo fatto che se ne debba discutere (la Corte Costituzionale non potrà non intervenire, ma questa prospettiva lontana non consola).

Il nuovo ministro della giustizia vuole davvero esordire il suo mandato con una scelta tanto irragionevole e incostituzionale? Piuttosto che preoccuparsi del fantomatico scontro tra magistrati e politica (ovvero dei magistrati che fanno indagini su politici che commettono reati!?), sarebbe il caso di fare qualcosa perché la legalità non scompaia. O almeno non fare nulla per spingerla sotto mentre si trova con l’acqua alla gola.

se la costituzione prende corpo

Qualche pensiero a margine di quanto accaduto in Parlamento attorno alle vicende Papa e Tedesco.

Anzitutto abbiamo assistito alla (ennesima) invasione della politica nel campo della giurisdizione (ovvero in quello nel quale opera la magistratura): chi votava a favore o contro le autorizzazioni a procedere adduceva solo ragioni, appunto, di natura politica… e talvolta direi proprio di basso profilo demagogico, più preoccupati di difendere la casta o sembrare fuori di essa piuttosto che dire l’unica cosa che gli veniva chiesta: emergono elementi che facciano ritenere la richiesta di arresto un atto di persecuzione politica ? sì o no ?

Tutto qui.

Da questo punto di vista è curioso che l’ex ministro Alfano abbia detto che si doveva votare contro l’arresto perché era una misura eccessiva dal punto di vista cautelare, altra “esondazione” dagli argini.

Le esigenze cautelari sono valutate dalla magistratura alla luce dei criteri espressi dall’art. 274 codice procedura penale (inquinamento probatorio, rischio reiterazione reati e rischio fuga).

Questa “prudenza cautelare” di Alfano stupisce anche perché questa stessa maggioranza, per speculare sulla paura e monetizzare consenso, aveva cercato di obbligare i giudici a usare sempre la custodia in carcere per determinati reati (prostituzione minorile e violenza sessuale), nonostante il codice dica che vada usata solo quando ogni altro mezzo (per esempio gli arresti domiciliari) risulta insufficiente nonostante le carceri stiano espodendo e siano notoriamente spesso criminogene (tenete presente che il reato di violenza sessuale si utilizza per un arco molto disomogeneo di fatti, dallo stupro al palpeggiamento in autobus).

Per fortuna è poi intervenuta quel manipolo di rivoluzionari cubani che siede nella Corte Costituzionale: la sentenza 265 del 2010 ha riaffermato sostanzialmente la necessità di verificare caso per caso la possibilità di salvaguardare le esigenze cautelari anche con misure meno afflittive.

Insomma: giustizialisti quando si tratta di reati commessi da persone comuni e super-garantisti (anche oltre le previsioni di legge) se, guarda un po’, si tratta di un collega parlamentare? Le garanzie ci sono per tutti, così come le misure cautelari. Ogni ulteriore distinguo basato sulle qualità della persona non ha fondamento giuridico e viola il principio di uguaglianza.

Dall’altra parte resta incomprensibilie il trattamento privilegiato riservato a Tedesco:  anche in questo caso nessuno ha seriamente invocato la persecuzione giudiziaria; allora il Parlamento doveva dare solo il via libera agli arresti, così come richiesto dallo stesso senatore del Pd. Le valutazioni di merito spettano alla magistratura, così come per tutti gli altri comuni e mortali cittadini: dire sì agli arresti non vuol dire formulare un accusa, ma aver solo verificato che non si tratta di un indagine mossa da intenti politici, essendo basata su elementi di fatto (che ovviamente andranno discussi in contraddittorio nel processo).

Non a caso sullo sfondo di queste tristi vicende istituzionali riecheggia il timore che si torni al 1992…

Cosa spaventa tanto di quegli anni ?

Il fatto che la legalità fosse uscita dai suoi recinti per cercare di affermarsi anche nelle stanze del potere, dominate dalla corruzione? Oppure il fatto che tutti temevano l’efficacia delle indagini e la fine di un sistema e si mettevano in fila nei corridoi della Procura per confessare tangenti e finanziamenti illeciti?

Scarpinato, ne “Il ritorno del principe”, sostiene che in quegli anni la magistratura per la prima volta riusciva ad assolvere pienamente il suo compito costituzionale di rendere effettivo e pieno il controllo di legalità anche sul potere, politico ed economico.

A me piace quando la Costituzione prende davvero corpo.

A qualcuno, invece, evidentemente fa paura.

2 Agosto... cercando risposte

lunedì 22 agosto 2011

Il Processo Lungo ...visto da Benni

Profetico, grottesco, ridicolo, esilarante, decadente... 
Benni. 
E il nostro paese.

Stefano Benni , come si testimonia nel processo lungo
da La Repubblica del 2 agosto 2011

Scena: aula di tribunale. Giudice: Dichiaro aperta la duemilacentesima udienza del processo. Ci sono testimoni della difesa ? Testimone: Ci sono io.
Giudice: Bene. Mi dica allora cosa ha da testimoniare. Testimone: Ero alle sette di sera in agosto con milleseicento amici in un bar nei pressi di Segrate quando vidi l´avvocato Mills col cappotto passeggiare su marciapiede. E nel contempo il cavalier Berlusconi camminare con la scorta. Giuro che si incrociarono, nemmeno si salutarono e sparirono alla mia vista. Giudice: La sua testimonianza collima con altre milleseicento testimonianze, con la variante che lei dice “col cappotto”.
Testimone: Esattamente.
Giudice: Rivolgo a lei una domanda che faccio agli altri testimoni. Non le sembra improbabile che milleseicento persone stiano tutte insieme al tavolino di un bar?
Testimone: Eravamo un gruppo molto unito e a quell´ora giocavamo a carte, Quattro giocavano e gli altri millecinquecento guardavano. Inoltre sfruttavamo bene lo spazio. Io ad esempio ero dentro la tazza di un cappuccino.
Giudice: Caldo o freddo?
-Obiezione – dice l´avvocato Ghedini dalla sedia a rotelle – anche a nome degli altri settanta avvocati della difesa, dico che la domanda è inutile e pretestuosa.
- Obiezione accolta. Avanti un altro testimone.
Testimone: Sono il testimone duemilacentouno. (leggendo da un foglio) Mi trovavo con alcuni amici muratori nel solito bar di porto Cervo quando vidi il signor Dell´Utri tornare dalla spiaggia in accappatoio e incrociare Totò Riina in bicicletta. Mi ricordo come fosse oggi che Totò Riina frenò, i due si guardarono e non si salutarono né parlarono tra loro.
Giudice: Signor testimone, lei ha sbagliato processo lungo. Accompagnatelo nell´aula di fronte. Avanti un altro .
Testimone: Sono il duemilacentodue. Ero in un bar di Segrate con un migliaio di amici, quando vidi l´avvocato Mills camminare lentamente di buon passo sul marciapiede. Un´auto blu si fermò e ne scese l´onorevole BerlusconiI
Giudice: (con aria annoiata) Lo so, e nemmeno si salutarono.
Testimone: no no ,si salutarono. Il presidente Berlusconi diede a Mills una busta. L´avvocato Mills la aprì e conteneva un biglietto di auguri di Natale con la polverina d´oro, e neanche un euro. L´avvocato Mills sembrò contrariato…
Giudice: Interessante. La sua testimonianza è diversa dalle altre.
Testimone: Mi hanno pagato di meno.
-Obiezione!- grida l‘avvocato Ghedini- il testimone è evidentemente confuso.
Giudice: Va bene. Avanti un altro.
Testimone: Sono il testimone duemilacentotre e… non m i ricordo cosa dovevo dire…
Momento di tensione. L´avvocato Ghedini cerca di suggerire, il giudice lo zittisce.
Testimone: Ecco adesso mi ricordo cosa. Mi trovavo in una bocciofila a Segrate. E giocavamo a bocce seicento contro seicento. In una pausa andai al bar e vidi Berlusconi camminare lentamente di buon passo. Da un´auto blu scese l´avvocato Mills con due ragazze dalle forme prosperose evidentemente egiziane. Passò davanti a Berlusconi che li guardò con aria indifferente, anzi si fece il segno della croce.
Giudice: La sua testimonianza collima con altre seicentosei. Ci sono altri testimoni della difesa ?
Ghedini: Per oggi no, eccellenza, il pullman del Milan che doveva portarli è fermo in un ingorgo sulla tangenziale.
Giudice(sbadigliando): Succede. La seduta è chiusa.

venerdì 22 luglio 2011

P4 : presunzione d'innocenza ed etica sospesa

Non ci si domanda perché ci sono certi comportamenti da parte di chi ha responsabilità pubbliche... ma il problema è ancora una volta soprattutto perché questi fattacci sono finiti sui giornali, a disturbare i nostri placidi sogni.
Di fronte all'ennesimo scandalo, l'unica levata di scudi è contro lo strumento che ha permesso ancora una volta di sollevare il velo su un sistema nel quale in sostanza il conflitto di interessi è il vero principio fondamentale e fondante.
Non entro nel merito della rilevanza penale: questo lo valuteranno i giudici competenti una volta dato anche spazio alle difese e vagliati nel contraddittorio tutti gli elementi: ma per ritenere il disvalore politico ed etico non si deve aspettare la Cassazione... non solo perché altrimenti tutto sarebbe sospeso per anni con estrema ipocrisia, ma soprattutto perché i cittadini hanno il diritto e l'obbligo di poter conoscere e valutare l'operato di chi ha responsabilità pubbliche : magistrati compresi, ovviamente !
Povero quel Paese che affida solo alla giustizia penale il giudizio sul comportamento etico dei suoi governanti...
Il fatto che adesso non si parli di modificare lo strumento di indagine non mi libera da tutte le preoccupazioni: la difesa del diritto di informare e di essere informati attiene al buon funzionamento di tutte le istituzioni democratiche perché se non c'è trasparenza non ci può essere una cittadinanza informata e consapevole e quindi capace di esprimere la sua volontà in maniera piena e indipendente e non solo abbeverandosi a un po' di propaganda.
La soluzione per evitare un abuso nelle pubblicazioni c'è ed è molto semplice : divieto assoluto di pubblicare intercettazioni fino a quando accusa e difesa non avranno selezionato quelle che ritengono rilevanti davanti al giudice per le indagini preliminari; dopo questo filtro, distruzione di quelle irrilevanti e autorizzazione a pubblicare solo le restanti. E' un punto di equilibrio chiaro che tutela le indagini, le persone coinvolte ma che non hanno commesso fatti rilevanti e i cittadini che vogliono conoscere i comportamenti illeciti di chi li governa e amministra a qualsiasi titolo la cosa pubblica.
Ogni ulteriore laccio all'informazione (anche sotto il profilo soltanto della procrastinazione delle pubblicazioni possibili) mi sembrerebbe immotivato, pericoloso e utile soltanto a chi teme che la gente sappia troppo... quelli che considerano il popolo un "minorenne" a cui non mostrare le brutte cose che si devono fare quando si gestisce il potere (ricordare il monologo di Andreotti ne "Il Divo" ?).
Troviamo allora una soluzione equilibrata sulle pubblicazioni, così potremo finalmente tornare a guardare la luna e non il dito!
Perché, tanto per fare un esempio a caso, non diamo attuazione alla Convenzione di Strasburgo del 1999 (firmata subito e mai ratificata) che ci imporrebbe di punire anche in Italia il c.d. "traffico di influenze" ?!? Questo aiuterebbe l'autorità giudiziaria a perseguire questi comportamenti scorretti e lesivi degli interessi pubblici e di quella meritocrazia di cui poi tutti si riempono la bocca in campagna elettorale...
A volte certi esami medici sono dolorosi e invasivi, ma se ci aiutano a scoprire e curare brutte malattie diventano necessari : è curioso che nella metafora italiana spesso il cancro sia la magistratura e non chi piega il bene pubblico ai propri interessi.