"the problems we all live with" di norman rockwell

domenica 27 febbraio 2011

LIBERI DI SCEGLIERE

Visto che si fa un gran parlare di libertà, ecco due citazioni che terrei presente per sognare e costruire una società davvero libera...
la prima citazione è moderna, metaforica e provocatoria
la seconda un classico: diretta e filosofica

Mi fanno pensare a quanta mistificazione ci sia dietro le parole se queste diventano slogan, merce in vendita...
e  non strumenti di riflessione e di comprensione.

"La vostra è libertà-da : nessuno dice ai vostri preziosi ego individuali che cosa devono fare.
Ha solo questo significato , è una libertà dalla costrizione e dall'imposizione.
[...] E libertà-di? Non tutti gli obblighi vengono dall'esterno.
Voi fingete di non vedere questo. Come fa la persona a scegliere liberamente ?
Come scegliere qualcosa di diverso dalle scelte ingorde dei bambini se non c'è un padre pieno di amore a guidare, informare, insegnare alla persona come scegliere ?
Come ci può essere libertà di scegliere se non si impara come scegliere ?
[...] Il padre ricco che si può permettere sia le caramelle sia il cibo per i suoi figli : ma se lui strilla -libertà!- e permette al suo bambino di scegliere solamente quello che è dolce, di mangiare solo caramelle e non la zuppa di piselli e il pane e le uova, allora il figlio diventa debole e malato: e l'uomo ricco che strilla -libertà!- è un buon padre ?"
(David Foster Wallace, Infinite Jest, ed. Einaudi pag. 384)

"La libertà aumenta la responsabilità"
(Victor Hugo)

("blue pill or red pill ?" the matrix)

sabato 26 febbraio 2011

COME SI COMBATTE LA MAFIA AL NORD

Oggi molti giornali danno notizia del fatto che in un importante processo a Monza alcuni boss siano andati assolti del reato di associazione mafiosa, pur venendo riconosciuti colpevoli di altri gravi delitti :
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/la-ndrangheta-investe-nella-tav-al-nord-il-giudice-dice-no-e-toglie-lassociazione-mafiosa/94025/


Prescindendo per un attimo da questa vicenda che non conosco nel merito e che quindi non mi permetto di commentare, vorrei provare a fare un ragionamento più generale sulla lotta alla mafia nel nord.
Non credo tuttavia che il riconoscimento o meno del "416bis" debba essere la preoccupazione principale al nord ; forse è vero che esiste una difficoltà culturale anche nella magistratura a riconoscere determinati fenomeni fuori dai loro contesti "classici", ma il vero contrasto alla mafia alle nostre latitudini si fa attaccando gli investimenti , i soldi delle mafie.

Quello che deve preoccupare, e che resta molto difficile per molti motivi, è il contrasto all'infiltrazione mafiosa nel tessuto economico...e questa è la vera frontiera in regioni come Lombardia ed Emilia Romagna, perché in questi ricchi territori le organizzazioni criminali portano e investono il loro denaro, inquinando l'economia, facendo concorrenza sleale e portando tutta una serie di condotte illecite che danneggiano tutto il tessuto sociale ed economico (lavoro nero, mancato rispetto delle norme di prevenzione sugli infortuni, violazione delle procedure di smaltimento dei rifiuti...per non parlare della corruzione)

Hanno smantellato il reato di falso in bilancio da anni nonostante le indicazioni dell'Unione Europea e non ci danno strumenti efficaci di controllo e contrasto per arginare questi fenomeni : infatti si vedono troppo raramente processi per riciclaggio ...quello sì è un reato da guardare per verificare se e quanto stiamo riuscendo a contrastare la mafia (così come la turbativa degli appalti, la corruzione, le estorsioni, il traffico illecito di rifiuti, ecc...)



Su questo fronte dobbiamo tutti essere vigili perché solo attraverso una società civile consapevole e informata, un sistema economico sano e una pubblica amministrazione trasparente possiamo difendere la legalità al nord ; la sola azione delle forze di polizia e della magistratura non basta se non c'è anche una rete sociale, istituzionale e culturale che rifiuta la logica del profitto ad ogni costo e della prevaricazione.



mercoledì 23 febbraio 2011

REATO o FATTO PRIVATO ?

In queste settimane mi capita spesso di leggere interventi di commentatori, vip vari e giornalisti che precisano subito come quello che accade nella vita privata del Presidente del Consiglio sia alla fine un fatto privato... e quindi non ci deve interessare.

Premesso che non intendo entrare nel merito e quindi non mi interessa certo qui stabilire se ciò di cui Berlusconi è accusati sia effettivamente provato o no... è però il caso di chiarire una questione preliminare che attiene al senso di (il)legalità di questo Paese.

Privacy NON vuol dire che a casa mia faccio quello che mi pare.
Libertà NON significa che entro le mie mura nessuno può dirmi come comportarmi.

Ci sono confini che non posso e non devo superare neanche tra le mura di casa mia...

Per esempio, se dovessi andare con una ragazza minorenne a pagamento... non è un fatto privato, ma un reato, un fatto illecito che lo Stato punisce obbligatoriamente e in maniera grave.
E perché lo fa ?
Per due ragioni banali e semplici ma che forse è il caso ricordare visto che tutti sembrano dimenticarsele :

1) perché una persona minorenne è meritevole di tutela e protezione e lo Stato si preoccupa di proteggerla e promuoverne la crescita... e vendere il proprio corpo e la propria libertà sessuale è fatto degradante che nel caso del minore viene anche addebitato all'irresponsabilità dell'adulto che approfitta di questa parte debole

2) perché sanzionando anche i clienti delle prostitute minorenni si vuole alzare la soglia del contrasto allo sfruttamento di queste giovanissime ragazzine: ingannate, sfruttate e usate da adulti senza scrupoli e moralità. In Italia è uno squallido mercato molto fiorente che approfitta spesso di ragazze che provengono da paesi più poveri e che vendono la loro innocenza sull'altare di una finta emancipazione e di un triste appetito sessuale

Ecco perché avere rapporti sessuali a pagamento con una minorenne NON E' UN FATTO PRIVATO. E' un fatto pubblico perché lo Stato se ne preoccupa e lo sanziona (giustamente).

Quindi, vi prego... smettiamola con la formula :
"ma insomma, uno a casa sua fa quello che vuole e si diverte come crede"

Poi c'è il processo apposta per verificare se queste gravi accuse sono provate e fondate, nel pieno contraddittorio garantito a tutte le parti.
Sempre che si voglia fare chiarezza e non ci si voglia riparare dietro lo slogan "sono fatti miei !"

sabato 19 febbraio 2011

RIFORME (IN)COSTITUZIONALI

Col tempo proveremo a spiegare nel dettaglio i rischi e i pericoli dei provvedimenti annunciati (per l'ennesima volta) : intercettazioni, immunità, separazione carriere, responsabilità civile magistrati.
Dico solo poche cose intanto :
1) il ddl intercettazioni che conosciamo danneggerebbe GRAVEMENTE il contrasto anche alla criminalità organizzata, che soprattutto al nord passa anche attraverso il controllo di reati spia (come corruzione, usura, reati economici, ecc...)
2) se l'immunità volesse salvare qualcuno da reati non commessi durante e nell'esercizio delle proprie funzioni (e quindi vuole difendere anche da ipotesi di reato commesse prima di assumere funzioni pubbliche oppure al di fuori del loro esercizio, come nel processo di milano) si tratta di un tipo di legge che NON ESISTE in nessun altro paese del mondo e che metterebbe alcune persone al di sopra e al di fuori della legge
3) la separazione delle carriere è argomento complesso ma sicuramente non renderebbe di un giorno più veloce i processi, non interessa davvero i cittadini (anzi... vi dirò) e soprattutto è EVIDENTE che in questo contesto politico sarebbe il primo passo verso l'indebolimento dell'indipendenza delle Procure ....che molti paesi nel mondo ci vogliono imitare e che l'Unione Europea raccomanda sin dal 2001
4) i magistrati hanno già una responsabilità contabile e disciplinare, senza ovviamente considerare quella penale come tutti i cittadini: nessuna categoria italiana ha un numero di provvedimenti disciplinari paragonabile a quelli promossi internamente alla magistratura (nonostante, come dicevo in precedenti segnalazioni, siano ai vertici europei per efficienza e produttività). 
Estendere la responsabilità  nel modo in cui è stato annunciato è SOLO una RAPPRESAGLIA , una PUNIZIONE e un tentativo di INTIMIDIRE l'indipendente azione dei magistrati, che quotidianamente si trovano inevitabilmente a prendere decisioni che non devono e non possono accontentare tutti


NIENTE DI TUTTO QUESTO SERVE ALLA GIUSTIZIA E AI CITTADINI. ANZI... se si realizzassero tutti questi progetti l'attuale assetto ed equilibrio democratico e tra poteri ne risulterebbe COMPROMESSO.


Good Night and Good Luck 

giovedì 17 febbraio 2011

PER COLPA DI CHI ?

La giustizia italiana spesso non da bella prova di sè stessa...
E' lenta, inefficace e talvolta persino contraddittoria e incomprensibile.

Da magistrato sono il primo a soffrirne, e questo vale per la maggior parte di coloro che cercano faticosamente di far funzionare le cose : giudici, pubblici  ministeri, avvocati, personale amministrativo, forze di polizia...

Quindi comprendo la rabbia e la frustrazione del singolo cittadino, che non può aspettare che la giustizia un giorno funzioni, ma ha l'aspettativa e la pretesa di vedere risposte al suo problema OGGI.

Tutti noi vorremmo una soluzione chiara e semplice a questo istanza di giustizia, ma non possiamo ingannarci che bastino gli slogan.

Ci sono tanti motivi per cui le cose non vanno come dovrebbero e potrebbero :
- la magistratura non è all'altezza dei suoi compiti ?
- gli avvocati non sono fedeli ai loro doveri deontologici e professionali ?
- il personale amministrativo e le forze di polizia non lavorano abbastanza ?

Forse in questi dubbi ci sono legittime proteste e naturalmente ogni categoria deve fare un esame di coscienza e migliorare, soprattutto quando, come la magistratura, ha anche la responsabilità di governarsi e giudicarsi per mandato costituzionale...

Però io vedo ogni giorno tante persone di buona volontà e con grande spirito di sacrificio che lavorano in condizioni disagiate e non credo che sia nella bassa qualità o nel basso impegno di magistrati e avvocati che possiamo trovare il vero male della giustizia italiana.

Per quanto riguarda i magistrati, in particolare, da alcuni anni è l'Europa stessa (tramite il CEPEJ) che certifica come giudici e pubblici ministeri italiani siano sopra la media (e spesso ai vertici) in tutte le statistiche : produttività, carico di lavoro, efficienza...
(http://www.associazionenazionalemagistrati.it/la-verita-dell'europa-2.aspx)

Le verità più profonde sono altre :
Primo : da troppo tempo manca un serio progetto di riforma complessiva del sistema , vedendosi solo iniziative isolate e affrettate che provocano più dissesti che benefici; si è fatto qualcosa in maniera disorganica nel civile (ma senza investimenti), mentre nel penale sorge veramente il sospetto che non si vogliano far funzionare meglio le cose perchè un controllo di legalità troppo forte darebbe fastidio a TUTTI
Secondo : da molti anni gli investimenti nel settore giustizia diminuiscono senza però che questo sia il frutto di un disegno mirato di risparmio --> se si spende meno senza migliorare l'organizzazione... si fa solo di meno e peggio

Separazione delle carriere, processo breve e intercettazioni sono solo gli ultimi esempi del fatto che tutto si faccia tutto tranne che affrontare i veri e tanti problemi quotidiani di chi cerca di offrire un servizio giustizia dignitoso ai cittadini (notifiche, mancanza di personale, burocrazia e formalità inutili, carico eccessivo, la distribuzione degli uffici giudiziari, ecc... sul sito dell'ANM, ad esempio, potete trovare moltissime proposte concrete sempre ignorate)

Una giustizia efficiente e moderna dovrebbe convenire a tutti, o no ?

martedì 15 febbraio 2011

(DIS)INFORMAZIONE

Non guardo MAI la tv e tanto meno i tg 
(giusto skytg24 ogni tanto come rassegna , quando non riesco a leggere giornali o a guardare internet)
Dicono che Mentana sia uno dei migliori, nel confronto in particolare con Rai e Mediaset ; 
non è mai stato il mio ideale di giornalista, ma sicuramente mi è sempre sembrata persona professionalmente preparata.

Stasera vedo la fine del tg di La7 aspettando di seguire Spataro a "otto e mezzo" e cosa sento ?
La notizia è l'assoluzione inaspettata decisa dalla Corte d'Assise di Genova di un uomo che era imputato dell'omicidio della sua fidanzata.
Dopo i purtroppo prevedibili strali generici dei politici di turno, questo è stato il commento di Mentana :

"non é l'unico segnale della diminuita attenzione a questi reati"

Ma ci rendiamo conto del messaggio che passa!?!
Ma ci vuole un PhD ad Harvard per capire che si condanna quando si ritiene ci siano le prove e si assolve se non si é convinti, anche se si tratta del più odioso dei reati!?

I magistrati si occupano di casi singoli , non devono dare "segnali  politici sui fenomeni" !
Altrimenti l'imputato diventa uno strumento della politica e perde la sua dignità di persona con doveri e diritti e che può essere condannato solo al termine di un giusto processo nel quale sia stata provata la sua colpevolezza.

E poi ci sono sempre appello e cassazione, pensate proprio per riesaminare e verificare eventuali errori di valutazione... ma questo è il merito, e di certo nè Mentana nè i commentatori politici si sono letti una carta del processo.

Infine... la Corte d'Assise è formata per la maggioranza da cittadini, non da giudici togati... quindi se il bersaglio doveva essere la solita magistratura autoreferenziale ed eversiva, siete proprio fuori strada perché questo è l'unico tipo di tribunale che ha una componente importante di c.d. "giuria popolare".
I commenti di certi politici non mi stupiscono più, ma se anche un giornalista esperto scende a questi livelli mi cadono le braccia...

Anni di DIS-informazione in tema di giustizia fanno passare per normali simili aberrazioni. 
Questo modo di guardare il processo e la giustizia è entrato nelle teste...
Ci vorranno generazioni per ricostruire serietà e credibilità e per poter dibattere seriamente di giustizia in Italia.

lunedì 14 febbraio 2011

se non ora quando ?

"Fornite alle donne occasioni adeguate...
e le donne potranno fare di tutto"
(Oscar Wilde)

sabato 12 febbraio 2011

"Le verità rovesciate del caso Ruby" (articolo di Ferrarella, Corriere 12/2/11)

Ineccepibile... 

LUIGI FERRARELLA dal Corriere della Sera del 12 febbraio 2011

Non è facile, guardando alla salute delle istituzioni scosse dall’inchiesta Berlusconi-Ruby, capire se la minaccino di più le bugie, che almeno con la verità hanno un rapporto (seppure rovesciato), o le affermazioni del tutto indifferenti alla verità. I 315 deputati che in una deliberazione ufficiale hanno attestato «evidente» il fatto che nel telefonare di notte alla Questura di Milano «il presidente del Consiglio abbia voluto tutelare il prestigio e le relazioni internazionali dell’Italia, giacché presso la medesima Questura era detenuta, a quanto poteva legittimamente risultargli, la nipote di un Capo di Stato estero» , hanno ridotto la credibilità istituzionale della Camera sotto i tacchi persino dell’autoconfezionata trasmissione tv nella quale Ruby stessa aveva riso della storiella di lei nipote di Mubarak. Il ministro degli Esteri annuncia che il premier potrebbe ricorrere alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo contro l’asserita violazione della sua privacy, e subito trova il ministro della Giustizia, tra un consiglio di guerra e l’altro con il presidente del Consiglio e i suoi avvocati-parlamentari, a garantire che «il ministro degli Esteri parla sempre ponderando le parole, e quindi se lo ha detto c’è da crederci» : sicché un trascurabile dettaglio, e cioè la regola (derogata solo in caso di non praticabilità o non effettività dei mezzi di ricorso nazionali) per cui a Strasburgo un cittadino può rivolgersi solo quando abbia prima esaurito tutti i rimedi previsti dall’ordinamento del suo Paese, lascia l’incertezza tra la colposa incompetenza o la dolosa consapevolezza di due ministri di questa rilevanza. Il ministro del Welfare, tra i tanti nei talk show, denuncia Berlusconi vittima di «117.000 intercettazioni» , senza tema del ridicolo di un numero pari a quello di tutte le intercettazioni di tutte le inchieste di tutta Italia di tutto un anno al costo di circa 180 milioni di euro, a fronte invece di intercettazioni che in questa indagine hanno ascoltato a tratti un centinaio di utenze di una trentina di persone al costo di 26.000 euro. Il ministro dell’Interno, che più volte aveva garantito la regolarità dell’affidamento di Ruby dalla polizia alla consigliere regionale pdl inviata dal premier, non si è più sentito da quando è emerso che Ruby in realtà finì proprio alla prostituta brasiliana sulla quale il pm minorile aveva posto il veto; così come non sembra aver nulla da dire sul fatto che il questore dia per scontato che il premier gli possa «raccontare una balla» , o che il prefetto ritenga la cosa più normale del mondo accogliere la raccomandazione di una delle vivaci ospiti notturne di Arcore da parte di un premier a conoscenza che mesi prima il convivente della ragazza fosse stato arrestato con 12 chili di cocaina. L’escalation delle reazioni del capo del governo è direttamente proporzionale alla (per lui) inedita impotenza legislativa rispetto al rischio, appeso ormai solo alla imminente decisione del gip, di un processo per concussione e prostituzione minorile in aula già da aprile: le norme sul «processo breve» non lo neutralizzerebbero, acrobatici decreti anti-intercettazioni non ne azzererebbero le prove, la reintroduzione dell’immunità (come pure altre riforme in chiave punitiva delle toghe) richiedono troppo tempo, i precedenti della Cassazione fanno escludere che persino la presa sul serio della storiella della nipote di Mubarak possa rendere reato ministeriale la concussione: e non sospenderebbe il processo anche un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta, sollevato in un mega conflitto di interessi da Palazzo Chigi contro il Tribunale su un processo proprio dell’imputato inquilino di Palazzo Chigi. Tutto inutile al premier. Ma tutto costosissimo per le istituzioni. Senza saperlo, e seppure in tutt’altro modo, in fondo ha proprio ragione Berlusconi: andrebbero preservate «le vite degli altri» . Di tutti quegli altri italiani che, anche nel dopo-Berlusconi, avranno ancora bisogno di istituzioni credibili e salde, non delle macerie di quelle bombardate ogni giorno che passa.

Una POLITICA ESTERA per i DIRITTI UMANI

Nel paese di quello che una settimana fa veniva indicato dal premier come il "saggio Mubarak", persone senza processo venivano incarcerate e torturate con l'elettricità, le mogli spogliate e torturate davanti ai mariti, i bambini tormentati con scosse elettriche davanti ai genitori.
Questo racconta Maajid Nawaz su un quotidiano inglese riportato dal settimanale Internazionale 


Da sempre le organizzazioni per i diritti umani denunciano violazioni in Egitto.


Quando l'Occidente comincerà a pretendere anche per gli altri quello che dice ci voler affermare a casa propria, ovvero diritti e libertà per tutti... ?


Quando capiremo che i nostri rapporti con il resto del mondo sono determinati non da quello che diciamo ma dalle scelte che vengono compiute... ?


Quando avremo il coraggio di porre il rispetto dei diritti umani essenziali come pre-condizione imprescindibile per qualsiasi altro accordo politico ed economico ?


Le democrazie sono difficili da esportare, come dimostra la storia... ma esportare diritti porta dietro con sé la democrazia come inevitabile istanza di giustizia da parte della gente.


Good night and good luck
...and bye bye Mubarak



venerdì 11 febbraio 2011

LA RESPONSABILITA' della MAGISTRATURA verso il PAESE

Non prendo alla leggera il fatto di espormi pubblicamente (seppure a un numero limitato di lettori)...
E' giusto e opportuno che un magistrato lo faccia ?
Non perde autorevolezza e terzietà ?

Provo a darvi la mia possibile (e sofferta) risposta...

Io credo che dalle competenze tecniche di un magistrato (e in generale di un giurista) derivino delle responsabilità aggiuntive legate alle vicende particolari dell'Italia.

Molti amici e i cittadini che incontro mi chiedono chiarimenti su intercettazioni, processo breve, concorso esterno, riforme della gustizia, separazione delle carriere, rito immediato... ecc... non si raccapezzano e , soprattutto, sono esposti alle mistificazioni e alla propaganda

Qualcuno non avendo elementi per farsi un'idea autonoma finisce per non credere a nessuno... Qualcun altro si demoralizza e abbandona l'idea stessa di farsi un'opinione... altri vanno a simpatia : questo mi sembra onesto, gli credo... quest'altro non mi sembra onesto e non gli credo...

Noi siamo una categoria privilegiata in quanto abbiamo gli strumenti scientifici per decodificare tutto il marasma di dichiarazioni, cronache, denunce, illazioni, dibattiti e proposte di legge che riguardano ossessivamente il settore giustizia...
L'obiettivo non è quello di dire che cosa è giusto fare quando si parla di giustizia, ma solo di far capire di cosa si sta parlando... e poi eventualmente solo se quello che viene detto è rispettoso o meno della Costituzione.

Io sento una responsabilità di testimonianza verso i cittadini.
Ciò non mi deve consentire di violare i miei doveri deontologici... ma resta la percezione profonda di questa responsabilità storica della mia categoria verso il Paese.
Il disagio che provo a dovermi esporre è sempre minore di quello che proverei a non espormi...