"the problems we all live with" di norman rockwell

venerdì 17 aprile 2020

La Parola ai Giurati: l'Elogio del Ragionevole Dubbio

Ieri sera ho rivisto con i miei figli il capolavoro diretto da Sidney Lumet: "12 angry men" (La Parola ai Giurati, 1957).

Dodici giurati si ritirano per decidere se un giovane ragazzo è colpevole di omicidio e deve essere di conseguenza condannato a morte. Tutto sembra molto ovvio e scontato, ma un uomo si ostina a voler ragionare, a voler decidere solo dopo aver sgombrato i pregiudizi e aver posto tutte le domande per fare luce sui fatti.

Si scontrerà con l'ottusità di chi invece pensa di avere capito tutto e vuole anzi cogliere l'occasione per puntare il dito e giudicare non solo una persona, ma un'intera categoria di persone (in questo caso i giovani sbandati dei bassifondi...).
Lentamente i dubbi avanzano, le domande importanti si fanno strada e i giurati cominciano ad abbandonare i loro comodi pregiudizi per andare oltre l'ovvio e lo scontato.

Un elogio, di straordinaria attualità, del "ragionevole dubbio", dell'importanza di garantire un giusto processo a tutti e di non giudicare mai le persone ma valutare i fatti e le prove con equilibrio e prudenza.
Lavoro nelle aule di tribunale da tanti anni e so quanto sia subdolo il rischio di cominciare un processo avendo già deciso dove si vuole arrivare, per poi andare solo a cercare conferme delle proprie tesi iniziali.
E' un dato di fatto che il nostro cervello tenda a cercare solo ciò che gli da ragione: tutti dovremmo sapere e ricordare di quanto sia facile auto convincerci delle nostre opinioni, per sentirci più forti e rassicurati.

Perché a volte puntare il dito contro qualcuno ci toglie dall'obbligo di fare i conti con le nostre responsabilità.
Perché i dubbi e le domande sono scomodi e non spesso hanno la risposta che vorremmo e che ci farebbe piacere. A volte la risposta non ce l'hanno proprio.


Il film di Lumet non è allora semplicemente una splendida illustrazione di quanto sia complesso e difficile prendere delle decisioni e stabilire la colpevolezza o l'innocenza di qualcuno.
E' un trattato di logica, di rispetto dei diritti, di confronto delle opinioni diverse e in ultima analisi di democrazia.
Non una democrazia che si ferma al primo voto o al primo applauso, ma una democrazia che ci porta attorno a un tavolo e ci fa confrontare con i fatti, ci fa ascoltare le opinioni di tutti e pone la dignità e i diritti di ciascuno al riparo da qualsiasi abuso o strumentalizzazione.

Guardatelo e fatelo vedere ai vostri figli e ai vostri studenti: chissà che non ci aiuti a rendere meno violento e volgare il nostro modo di seguire anche la cronaca giudiziaria e ci insegni ad avere sempre grande prudenza, rispetto e attenzione verso la dignità di tutti.

“It's very hard to keep personal prejudice out of a thing like this. And no matter where you run into it, prejudice obscures the truth.”


PS. il film è tra l'altro disponibile a noleggio sulla piattaforma aperta Rakuten